Beyoncè sgancia: visual album a sorpresa!

L’abbiamo massacrata tutto l’anno! Pensavamo avesse appeso il microfono al chiodo. Dopotutto Il Mrs Carter Tour (da noi sponsorizzato qui) sta durando come solo la gravidanza estrema della nostra culona.
E invece Beyoncè ci ha sorpresi tutti. Nella notte tra Giovedi e Venerdì ha pubblicato un visual album su Itunes! 14 nuove canzoni e 17 video (uno per ogni canzone più altri 3). Nessun promo, nessuna notizia, nessun leak. Così Beyoncè ha fatto il botto (no, non è caduta di culo): Itunes Store in crash per le milioni di richieste d’acquisto dell’album. D’altronde…1 giga e mezzo di roba. Tutto proporzionato ai fianchi.

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Ho ascoltato e visto le tracce del nuovo album di Beyoncè che si chiama appunto “Beyoncè”( probabilmente perché i neuroni sono finiti dopo 14 canzoni e 17 video) e strano ma vero boccio solo alcuni pezzi.

L’album si apre con PRETTY HURTS, traccia orecchiabile e sicuramente piacevole accompagnata da un video che critica il concetto odierno di bellezza e l’importanza dell’aspetto esteriore. Qualcosa di già visto ma, stranamente, il concorso di bellezza presente nel video non lo vince lei! Halleluja.

La seconda traccia si discosta totalmente dal Beyoncè generis: HAUNTED. Non mi piace granchè ma l’omaggio a Madonna e al periodo più sensuale ed erotico è palese sia dal punto di vista musicale che visivo. Nel video numerosi richiami alla provocante Ciccone e vocalmente la voce si assottiglia come un sussurro.

Dopo Crazy in love poteva mancare la svolta sborniona con Jay Z? La terza traccia è DRUNK IN LOVE. Non è Crazy in love ma non è male affatto: il duo Bey-Z vince ancora. Il video deve essere costato 25 euro + il costo delle calze contenitive.

Poteva mancare la Beyoncè trucidona? Sia mai ed ecco BLOW. Io detesto quando produce queste canzoni inutili e volutamente anonime accompagnandole a video in cui gioca a fare la Nasty Gurl\Snookie del ghetto (che non è visto che tocca soldi da quando è nata). 

Il ghetto continua con la 5° canzone, NO ANGEL: un attacco d’asma featuring du palle come una casa. Video non molto più originale del precedente: lei in body, pelliccia e pitbull, per stare comodi, circondata dai soliti afroamericani (non sbiancati come lei) pieni di macchinoni inguardabili, che fumano e guardano male tutti.

La traccia più orribile dell’album è YONCè. La durata della canzone, grazie al cielo è limitata. Per la fiera dell’originalità il video presenta le classiche ragazze del ghetto che si strusciano di fronte a un muro e a delle grate e Bum! finisce con dei fotografi che chiamano il nome di Bey. Dopo Kitty Kat, questo è in assoluto il video più inutile in assoluto.

Finalmente cambiamo rotta e Beyoncè riparte alla grande con PARTITION. Non è una grande hit ma si fa ascoltare. Il video parte con una Beyoncè ricca ereditiera al tavaolo col suo amato che non caga affatto la sua scollatura. Da Marchesa a zoccola il passo è breve. Infatti, tempo zero, è in macchina ad ansimare con uno che probabilmente, come testimoniano le immagini, la farà diventare spogliarellista. Un inno palese al suo enorme culo. Ora ho capito il titolo: Partizione di chiappe.

Il video continua con la traccia successiva che è decisamente bella: JEALOUS. Beyoncè spoglierellista torna a casa e veste i panni di riccona. Giustamente il marito la lascia sola. Prima vai smignottando in giro e poi ti incazzi se lui non ti caga? Prende e distrugge tutto. (Tanto mica pulisce lei). Esce di casa e vede la sua versione più disinibita, si pente delle sue malefatte e corre a casa dove incontra il suo uomo e, ovviamente, si abbracciano. AMEN.

ROCKET BALL, la nona traccia, non è malvagia…ma il video… Beyoncè mia, praticamente il video che fai a tuo marito quando è lontano da casa. Mezza nuda davanti a una telecamera. Costo: 10 euro per gli smalti. Carino l’innesto con visioni di chiavi e trapani per velatamente simboleggiare la voglia di xxxxx.

MINE è forse la canzone che più si evolve gradualmente grazie anche all’entrata in scena di Drake. Mi piace. Il video si apre con la citazione della Pietà: Santa Beyoncè Martire. Nel frattempo attorno a lei le sosia di Gaga fluttuano come Elisa ne “L’anima vola”. L’arrivo di Drake trasforma tutto in una battle tra schizofrenici sulla spiaggia che si alterna al faccione convinto di Bey con quei capelli corti inguardabili.

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L’undicesima traccia ha un video pietoso: Beyoncè a Mirabilandia con i suoi ballerini. Un tripudio di gioia. Per un giorno ha fatto finto di non odiarli tutti. La canzone però è molto carina, non una perla di filosofia ma ci piace.

FLAWLESS è uno che ascolta sta roba e sopravvive. Inizio traumatico, finale noioso. Due canzoni pessime unite per farne una orribile. Praticamente è la già ascoltata BOW DOWN BITCHES mescolata con quello che Beyoncè canta durante le sue sedute di idrocolon terapia. Il video è una esaltazione di Bey, matrona incontrastata del ghetto, circondata dalle solite scene: sesso, rissa, sfide a colpi di chiappa. Bah.

SUPERPOWER (con Frank Ocean) è una canzone che mi ha stuzzicato parecchio. Molto piacevole. Il video si apre con Beyoncè col passamontagna circondata da altre supergirl come lei (Ma la noia?). Si scopre, poi, che Beyoncè guida una manifestazione (#forconi?). Scoppia la guerra e capiamo che Beyoncè è praticamente una PUSSYRIOT. Colpo di scena nel finale: Kelly Rownland, Michelle Williams, Pharell compaiono al grido di “YES, WE CAN” . Una marchetta che sa di Obama? Si e manco poco. Ma bel video.

HEAVEN è in assoluto la più bella canzone dell’album. Sarebbe stata un’ottima traccia di chiusura. E’ forse uno dei pochi video senza eccessi ma condito di tanta (vera o no) semplicità. Tra flashback di momenti insieme alla sua migliore amica al presente, in una chiesa. Ipotizzo sia morta la bambina (o il marito) della sua migliore amica. O è solo una metafora della fine di un’amicizia? Tuttavia, stupendo video per una stupenda canzone.

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Dopo papone anche mammina deve fare una canzone con le 5 parole che sa dire la sua figlia racchietta. Non male come canzone ma avrei concluso con Heaven, non con ste paraculate. Per il video NO COMMENT: il filmino di Beyoncè al mare con la famiglia. L’album si chiude con il video di GROWN WOMAN, il tanto atteso video che i Beyhives (…) aspettavano. Sia la canzone che il video non c’entrano nulla con il mood dell’album ma la canzone oramai è famosa e ce l’ha schiaffata dentro. Il video è molto carino ma agglomerato di cose già viste per Beyoncè: “Ero figa già da piccola”, finti e veri flashback di quando lei e Keliendra Rownlad facendo le dive in salotto e riferimenti palesi al backdrop e al promo del tour stesso.

Tirando le somme, escludendo FLAWLESS, YONCè, NO ANGEL e BLOW, è un album che a me piace, soprattutto Pretty Hurt e Heaven, in testa. Sicuramente non è commerciabilissimo e alcune durano un po’ troppo, però in sostanza Beyoncè si è fatta (quasi) perdonare.

MA!!!! Con Bey c’è sempre uno o più MA. Innanzitutto, Beyoncè mia, tu mi lanci un album mastodontico con 8000 tracce tra canzoni e video, video che oltretutto sono fatti divinamente, e NON TI METTI UNA PARRUCCA???? Quel taglio non solo ti sta male, ti fa la testa a piramide. Ma voglio dire, uno stylist ce l’avrai no? Non puoi farti una taglio da signora se sei grezza come una motozappa, suvvia! E, cosa ben più importante, SEI UN’INGRATA. Ti abbiamo dedicato ben due post, fatto promozione al tuo tour immenso, parlato dei tuoi problemi con le cerniere e con i fan che ti toccano il pandoro, di tuo marito, dei tuoi gusti culinari, dei tuoi spot assurdi, di H&M, ti abbiamo praticamente fatto una pubblicità che, visti gli interessi, ci devi dare mezzo milione…. E in 14 canzoni non c’è traccia di “featuring Dave”. #PENTITI

Se ti sei perso le altre puntate, le altre sfrantaghirò ti aspettano qui

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