Damn 1×05 Milano Express

Caro emigrato a Milano, oggi affronteremo un argomento cardine del vivere nella grande mela lombarda: i trasporti.

A Milano o hai l’auto o devi prepararti alle pene dell’inferno. Per carità, comodi son comodi e poi c’è l’imbarazzo della scelta: tram, bus, metro, passante. Ma se la scelta è ampia, è ampio anche e soprattutto l’imbarazzo.

Prendere la metro equivale a scegliere tra camera a gas o camera mortuaria.

D’estate, quando l’ammasso di persone produce una sudorazione da Sahara, l’aria condizionata è ovviamente spenta. D’inverno, invece, quando la grande quantità di gente crepa di freddo, l’aria va a palla ed esci dalla metro che hai 5 linee di febbre. Unica costante? la puzza pestilenziale. Perché, se da una parte viviamo in un mondo di gente zozza che suda sopra il sudore del giorno prima, dall’altra la pulizia delle metro non viene mai effettuata e sedersi provoca lo stesso rischio che appoggiarsi al cesso di un autogrill. Praticamente ogni volta che entri in metro ti arriva una botta mortale che neanche Chernobyl. Per non parlare, poi, della maestria degli autisti che se per caso non ti tieni con una frenata arrivi direttamente a Parma di culo.

Per i bus e i tram valgono praticamente le stesse regole, come bonus, però, hanno un numero minore di posti, autisti ancora peggiori e orari d’attesa che fai prima ad andare A Medjugorje a piedi.

E ricordiamoci che siamo pur sempre a Milano: prendere i mezzi è guerra. Ogni abitante farà a lotta con te per passare al tornello prima di te, entrare in metro prima di te e fotterti l’unico posto libero a suon di spintoni e gomitate. Tutto alla massima velocità.

E se lotti prima di salire, anche scendere dal mezzo non sarà facile: ti troverai di fronte un altro coglione che vuole salire e ti butterà per terra pur di farlo. L’unico modo per sopravvivere? Precedere le loro mosse e gridare “LEVATEVI DAL CAZZO” prima che possano farlo loro.

Ma i mezzi non sono solo infernali, sono anche socialmente utili, un punto di incontro delle più disparate sfaccettature di questa città. Che culo eh? Quando la mattina, ancora dormi, non vuoi rotture di coglioni e sale il tizio che suona la fisarmonica e canta a squarciagola successi di Toto Cutugno con una cassa che supera il muro del suono. Oppure esci da lavoro stanco morto e ti becchi il coglione di turno semi ubriaco che balla sulle note di successi anni 90. Per non parlare dei “rosari”, ossia i venditori di rose, che si sono evoluti e ora non interrompono solo cene e aperitivi ma smerciano fiori anche sui mezzi. Ma posso io pagarti per avere una rosa che stai mantenendo in vita col sudore delle mani??? Voglio dire, che cazzo me ne faccio dei fiori sulla metro, cosa???

I mezzi dovrebbero servire a portarmi da un posto ad un altro, per permettermi di girare con comodità! Invece mi proiettano direttamente nel peggior centro sociale mobile della storia con dei forti perplessità sul mio arrivo e un’unica certezza: l’esaurimento nervoso.

Ma, signori, si tratta pur sempre di esperienze di vita eh! E una che ogni abitante di Milano deve provare è salire su di lei, l’indiscussa, l’eterna, la tenebrosa 90. La 90 è una linea bus che percorre gran parte di Milano per 24 ore al giorno. Mi è capitato di prenderla più volte e sopratutto di notte quando la metro è chiusa ed è l’unico modo per raggiungere disparati posti. La 90 è come Babele: tante lingue, tante colorazioni, tanti costumi, tante usanze. Quello che si nota subito è la quasi completa mancanza di italiani e la maggioranza di stranieri. Praticamente come il fandom della Pausini. E sorge spontanea la domanda: perché tutti sulla 90? Mi direte “perché è l’unico bus che gira tutta la notte”.

Giusto, in parte. Voglio dire, gli stranieri viaggiano solo sui mezzi e solo di notte? e i milanesi? ok, son fighetti ma escono tutti tutti con la macchina? Ne dubito. E ora vi svelo il terzo segreto di Fatima. Ho passato tre anni ad indagare e ho scoperto che non è affezione, non è abitudine e neanche luogo d’incontro: i centri d’accoglienza e i dormitori pubblici sono dislocati proprio lungo il percorso di questo surreale autobus. Perciò ho sprecato 3 anni della mia vita per capire che sti stronzi prendono il bus per andare a dormire. Io mi ero fatto chissà quali viaggi, invece i loro erano di una banalità assoluta #maiunagioia

Perciò ricorda, amico meneghino d’adozione, che, per quanto sia costosa o impegnativa, magni de meno e te compri na macchina! Perchè eviterai cattivi odori, gente che canta, ubriachi, ipotermia, asfissia e sopratutto il massimo che potrà capitarti sarà trovarti sul sedile accanto na ex cassiera dell’esselunga che prova a fa la cantante.

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One thought on “Damn 1×05 Milano Express

  1. Ma Dadi come sei tragico! In realtà il comune lo fa per voi, per mantenervi più sani stimolando il vostro sistema immunitario 😉
    Ora torno a tuittare, il cellulare dovrebbe essersi asciugato dal serale bagno in amuchina.

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